Guida13 luglio 2026 · aggiornato il 2 settembre 2026 · 6 min

Cos’è il visto DTV: cinque anni in Thailandia per chi lavora da remoto

Il DTV (Destination Thailand Visa) è il visto con cui chi lavora da remoto e i freelance vivono legalmente in Thailandia fino a 5 anni: 180 giorni per ogni ingresso, la famiglia viene con te. Come funziona, che cosa serve e dove si presenta la domanda.

Doc · Risolutore dell’impossibile

Il DTV – Destination Thailand Visa – è il visto che la Thailandia ha lanciato nell’estate del 2024 per chi lavora da remoto, per i freelance e per gli imprenditori. In breve: fino a cinque anni di vita legale in Thailandia, a patto che i soldi tu li guadagni fuori. C’è una regola che cambia tutto il piano, ed è arrivata il 31 agosto 2026: la domanda si può presentare solo nel paese di cui sei cittadino o in cui hai un titolo di soggiorno. Vediamo come funziona il visto, a chi serve e che cosa controllare prima di presentare la domanda.

Come funziona il DTV

  • Cinque anni, ingressi multipli. Puoi entrare e uscire quante volte vuoi per tutti e cinque gli anni.
  • 180 giorni per ogni ingresso. Si possono prorogare di altri 180 senza uscire dal paese, oppure esci e rientri: il contatore riparte da zero.
  • Il lavoro da remoto è legale. Il DTV è nato proprio per chi vive in Thailandia e guadagna fuori. Quello che non dà è il diritto di lavorare per un datore di lavoro thailandese.
  • La famiglia viene con te. Il coniuge legale e i figli ricevono visti da familiare a carico, per gli stessi cinque anni.

A chi serve il DTV

A chi guadagna fuori dalla Thailandia. La prima categoria, e la principale, è il lavoro da remoto: dipendenti, freelance, titolari d’impresa e lavoratori autonomi. Uno sviluppatore con un contratto in un’azienda europea, una designer con clienti su una piattaforma, un imprenditore con clienti in un altro paese: sono tutti il pubblico del DTV. Una precisazione: se un singolo consolato accetti o no gli imprenditori è un’altra questione, e dal 31 agosto la decide il paese in cui vivi. Alcune sedi, per esempio, in questo momento non accettano domande da lavoratori autonomi: il quadro del tuo consolato è sul tabellone.

La seconda strada è il soft power: corsi lunghi di cucina thailandese, muay thai, cure mediche. Sì, la Thailandia è disposta a dare cinque anni anche per un interesse serio verso la sua cultura: è una parte ufficiale del programma, non una scappatoia.

Che cosa serve per il DTV: i requisiti di base

Dal 31 agosto 2026 la base dell’elenco è la stessa ovunque – è scritta nel modulo centrale e-Visa – e ogni consolato ci aggiunge i suoi dettagli:

  1. 1.Prova del lavoro da remoto – un contratto, una lettera del datore di lavoro, i documenti della tua attività da freelance o da imprenditore.
  2. 2.Estratti conto degli ultimi tre mesi con un saldo minimo di 500.000 baht (circa 15.000 $) – per ogni partecipante, familiari a carico compresi. Minimo vuol dire nemmeno un giorno sotto la soglia: «verso i soldi e mostro il foglio» non funziona, viene letta la storia del conto.
  3. 3.Certificato del casellario giudiziale – del paese di cittadinanza o del paese in cui presenti la domanda. In alcuni paesi ci vuole fino a un mese: richiedilo per primo e organizza gli altri documenti sulla data in cui sarà pronto.
  4. 4.Dichiarazione dei redditi di uno o due anni: i consolati guardano sempre più spesso non il saldo, ma da dove arrivano i soldi.

Dove si presenta la domanda per il DTV: la regola del 31 agosto

Il DTV si può richiedere solo da fuori della Thailandia – e dal 31 agosto 2026 non dove capita più comodo, ma solo nel paese di cui sei cittadino o in cui hai un titolo di soggiorno. Il consolato lo decidono il tuo passaporto e il tuo titolo di soggiorno: con la cittadinanza italiana la domanda si presenta a Roma, e chi ha un permesso di soggiorno o la residenza permanente in un altro paese va al consolato di quel paese. Volare in un paese terzo «per presentare» non ha più senso, e non aiuta. I nuovi requisiti, letti alla lettera, li abbiamo smontati in un’analisi a parte (in inglese).

La procedura, i tempi e i dettagli del dossier restano comunque diversi da consolato a consolato. Teniamo un tabellone dei consolati in tempo reale: lì si vede dove c’è calma e dove c’è tempesta.

Quanto tempo si aspetta la decisione sul DTV

Da qualche giorno a un mese – e adesso dipende dal tuo consolato, non da una tua scelta. Dai casi recenti: ci sono sedi che decidono in sei-otto giorni e altre che ci mettono tre-quattro settimane. La tassa consolare e il modo di pagarla sono diversi in ogni consolato.

La gestione completa nel nostro laboratorio sta nelle tariffe Solo Route e Family Route: la famiglia passa a un prezzo solo e, in caso di rifiuto, rifacciamo il dossier e ti accompagniamo nella nuova domanda allo stesso consolato, gratis: tutto il lavoro del laboratorio è a carico nostro. Se il dossier te lo sei messo insieme da solo, puoi darcelo per il Preflight Check: un unico rapporto scritto con tutto quello che non torna rispetto ai requisiti del tuo consolato. La tassa consolare si paga a parte, direttamente al consolato.

Falsi miti diffusi

  • «Il DTV è una residenza permanente». No. È un visto di lungo soggiorno: non porta né alla residenza né alla cittadinanza.
  • «Con il DTV posso farmi assumere in Thailandia». No. Lavorare per aziende thailandesi è vietato.
  • «Volo a presentare la domanda dove è più facile». Non più. Dal 31 agosto 2026 il consolato lo decidono il tuo passaporto e il tuo titolo di soggiorno: qui non resta nessuna scelta.
  • «Preso il visto, me ne dimentico per cinque anni». Quasi. Ogni 180 giorni serve una proroga oppure un’uscita e un rientro, più le formalità normali di un soggiorno lungo.

Come ottenere il DTV: da dove cominciare

Controllando tre cose: occupazione, finanze, consolato. Scrivi a Mira: risponde in pochi minuti, confronta la tua cittadinanza e la tua situazione di residenza con la mappa dei consolati e ti manda l’ordine in cui raccogliere tutto. E il contatto del laboratorio ti resta anche dopo il visto: da noi funziona così.

Materiale di riferimento pubblicato a scopo informativo: osservazioni del laboratorio e dati da fonti aperte alla data di pubblicazione. Le regole e la prassi dei consolati cambiano senza preavviso. Non è una consulenza legale, fiscale o di altro tipo – sul caso specifico il laboratorio lavora con i tuoi documenti e con i requisiti aggiornati del consolato.

Il laboratorio

Visti: è questo che risolviamo

Scrivici – rispondiamo in fretta e ti mandiamo la lista dei documenti e la procedura di presentazione per la tua situazione.

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