L’ambasciata thailandese a Roma ha fatto quello che nessun’altra sede consolare in Europa ha fatto: ha pubblicato la regola del 31 agosto con un avviso a parte, il 28 agosto, tre giorni prima che entrasse in vigore. E l’ha letta nel modo più morbido al mondo. Vediamo che cosa significa per chi vive in Italia, a Cipro, in Albania, a San Marino o in Libia.
Che cosa ha detto Roma
L’avviso nomina due documenti: il permesso di soggiorno in Italia, a Cipro, in Albania o in Libia, e il certificato del casellario giudiziale. Il permesso di soggiorno, quindi, non la residenza permanente. Nel promemoria sugli errori più frequenti l’ambasciata elenca con quali documenti un cittadino dimostra di risiedere nel paese: certificato di residenza, carta d’identità, passaporto e perfino la patente di guida; a uno straniero bastano il permesso, il certificato di residenza o un’altra prova di soggiorno regolare.
Una precisazione onesta. Il modulo e-Visa è uno solo per tutti i consolati del mondo, e lì c’è scritto permanent residence. La sede legge in modo morbido, il modulo è scritto in modo rigido, e come andrà a finire nella pratica lo diranno le prime decisioni di settembre. Noi prepariamo il dossier tarato sul modulo e teniamo pronti i documenti in caso di richiesta di documenti aggiuntivi.
Chi fa capo a Roma
La circoscrizione dell’ambasciata: Italia, Cipro, Albania, San Marino, Libia e Ordine di Malta. La Repubblica di Malta non fa capo a Roma: se ne occupa Atene. Nessun testo dell’ambasciata descrive la circoscrizione per intero: questo lo abbiamo preso dai dati centrali del sistema e-Visa.
Il casellario giudiziale
Il certificato del casellario giudiziale costa 19,92 € in marche da bollo, 23,84 € se urgente, e vale sei mesi. Online si può solo prenotare l’appuntamento: il ritiro avviene allo sportello. Al posto tuo puoi mandare un incaricato con una semplice delega, senza notaio. Il certificato dei carichi pendenti non serve.
Per quanto tempo il certificato resti valido ai fini del DTV, e se vada tradotto o legalizzato, Roma non lo dice. Il modulo permette di presentare il certificato del paese di cittadinanza al posto di quello italiano: chi ha un permesso italiano ma passaporto russo o ucraino non è obbligato a presentare il certificato italiano. L’apostille per la Thailandia per ora non vale: la convenzione entra in vigore per il paese il 28 febbraio 2027.
Tassa, tempi, passaporto
La tassa di 350 € è confermata dal tariffario ufficiale dell’ambasciata. Un concorrente italiano scrive ancora «circa 280 €», ed è un errore. La tassa non si restituisce. I tempi, secondo il sito della sede, arrivano fino a 14 giorni lavorativi; la domanda si presenta non prima di 90 e non oltre 15 giorni prima della partenza. A Roma il DTV viene rilasciato solo come visto a ingressi multipli, e per questo la sede chiede un passaporto con almeno un anno di validità: nei materiali sul DTV non se ne parla, ed è un motivo frequente di restituzione del dossier.
Finanze: non meno di 500.000 THB, circa 13.100 €, estratti conto di tre mesi, è ammessa una lettera di sponsorizzazione. Familiari a carico: il coniuge e i figli fino a 20 anni, con un documento che attesti il legame di parentela.
Le testimonianze che abbiamo sono tutte precedenti alla riforma: da Cipro il visto arrivava in un giorno, dall’Italia in tre. Con le nuove regole non abbiamo ancora casi, e non indichiamo tempi diversi da quelli dichiarati dalla sede.
Due avvertenze
Il sito dell’ambasciata esiste solo in inglese e in thailandese. E il dominio thaiembassy.it non appartiene all’ambasciata: porta a una pagina di terzi, anche se il sito dell’ambasciata lo indica ancora nell’intestazione. L’indirizzo ufficiale è rome.thaiembassy.org: i requisiti si leggono solo lì.
Che cosa cambia il 15 settembre
Dal 15 settembre 2026 l’ingresso senza visto per i cittadini italiani si riduce da 60 a 30 giorni. L’ambasciata lo ha annunciato il 2 settembre. Per chi in Thailandia viveva mesi interi con il timbro, il DTV di cinque anni diventa l’unica soluzione tranquilla.
Che cosa fare adesso
Controlla la scadenza del passaporto: se manca meno di un anno, prima il passaporto nuovo. Richiedi il casellario tenendo conto dei sei mesi di validità. Metti insieme gli estratti conto di tre mesi con un margine sul cambio. Se hai il permesso di soggiorno e non la residenza permanente, comincia dal Preflight Check, la verifica preliminare: ti mostra dove il dossier inciamperà nel modulo rigido, prima che tu paghi la tassa. I dettagli e le domande ancora aperte sono sulla pagina della sede, lo stato di tutti i consolati sul tabellone.
Se non è chiaro se il tuo status di residenza passa e da dove cominciare a raccogliere i documenti, scrivi a Mira: verifica cittadinanza e status, ti dice qual è il tuo consolato e ti manda l’ordine della preparazione. Un dossier messo insieme da solo può passare dal Preflight Check – 300 $, rapporto scritto entro due giorni lavorativi; l’accompagnamento completo fino al visto sono le tariffe Solo Route e Family Route.
