La domanda più frequente sul DTV suona sempre uguale: «Ho 500.000 baht, bastano?». Dal 31 agosto 2026 quella domanda ha finalmente una metà esatta di risposta: il requisito sui soldi è scritto nel modulo stesso, uguale per tutti i consolati. Ma l’altra metà è rimasta dov’era: il consolato non guarda solo il saldo, guarda come vivono quei soldi. Vediamo la formula del modulo, che cosa legge il consolato in un estratto conto e dove inciampano più spesso i richiedenti.
La formula del modulo: tre mesi di saldo minimo
Dal 31 agosto il requisito sta nel modulo centrale e-Visa e dice così: estratti conto degli ultimi tre mesi di qualsiasi banca con un saldo minimo di 500.000 baht (circa 15.000 $). Tre dettagli, e ognuno conta:
- Minimo, non medio. Se in quei tre mesi il conto è sceso anche per un solo giorno sotto i 500.000 baht, formalmente il requisito non è soddisfatto. Un versamento recente non rimedia al buco: la finestra per presentare la domanda va contata da capo.
- Per ogni partecipante, familiari a carico compresi. Il coniuge e ogni figlio in una domanda familiare hanno bisogno dei propri 500.000 baht, e una sede l’ha già confermato per iscritto: «500.000 a testa».
- La lettera di sponsorizzazione è un’alternativa formale prevista nel modulo stesso, anche per il richiedente principale. Come la leggeranno i consolati nella pratica lo diranno le decisioni di settembre.
L’analisi letterale dei nuovi requisiti sta in un articolo a parte (in inglese).
Che cosa controlla il consolato nell’estratto conto
Non solo il saldo, anche la storia. Tre strati, dal più semplice a quello che pesa di più:
- 1.Permanenza. La somma deve vivere sul conto per tre mesi, senza mai scendere sotto la soglia. Prima era la prassi del «di solito tre mesi», adesso è una riga del modulo. Un versamento fatto il giorno prima della domanda salta all’occhio nell’estratto conto.
- 2.Origine. La grande tendenza dell’ultimo anno: i consolati guardano da dove arrivano i soldi. Gli accrediti regolari di un datore di lavoro o dei clienti raccontano una storia; un bonifico una tantum «da te a te» non racconta niente.
- 3.Coerenza. Il reddito dell’estratto conto deve tornare con l’attività dichiarata. Se nel modulo c’è scritto designer freelance e nell’estratto ci sono bonifici da privati senza causale, il consolato comincia a farsi domande. Una richiesta di documenti aggiuntivi è il migliore dei casi.
Dove si inciampa più spesso
- Una caduta di un giorno solo. Paghi qualcosa di grosso dal conto «del visto», il saldo scivola sotto i 500.000 baht e i tre mesi ripartono da zero. Il saldo minimo non perdona nemmeno le cadute brevi.
- Una parte del reddito passa fuori dai documenti. «Guadagno bene, ma sulle carte non si vede tutto» è una situazione frequente nella nostra pratica. Si risolve: il reddito reale quasi sempre si può rendere visibile, se prepari le prove per tempo e non la settimana prima della domanda.
- Un estratto conto forte, ma del conto sbagliato. I soldi stanno sul conto del coniuge, su un secondo conto o in un’altra valuta, e nel dossier finisce il conto dove non si muove niente. Per una famiglia adesso è decisivo: la somma serve sul conto di ogni partecipante, oppure serve la lettera di sponsorizzazione.
- Documenti che si contraddicono. Cifre, date e nomi delle aziende non coincidono tra contratto, estratto conto e certificati: per un consolato è peggio di un saldo modesto.
Controlla prima di presentare la domanda
Le stesse cose, raccolte in cinque punti:
- negli ultimi tre mesi il conto di ogni partecipante, familiari a carico compresi, non è sceso nemmeno un giorno sotto i 500.000 baht, oppure è pronta la lettera di sponsorizzazione;
- gli accrediti sono regolari e da lì si vede da dove arriva il reddito;
- nel dossier va il conto dove i soldi vivono, non quello dove non si muove niente;
- l’attività dichiarata nel modulo coincide con quello che mostra l’estratto conto;
- cifre, date e nomi delle aziende sono identici in tutti i documenti: nel contratto, nell’estratto conto e nei certificati.
Che cosa resta del mosaico consolare
Fino al 31 agosto 2026 ogni consolato contava i soldi a modo suo: Manila guardava i saldi a fine mese, Mosca quelli su tre mesi, Ho Chi Minh da agosto chiedeva un saldo minimo su sei. La soglia comune adesso è una sola ed è scritta nel modulo: 500.000 baht per tre mesi. Ma alcune sedi hanno alzato l’asticella sopra il modulo – Parigi vuole 15.000 € in ciascuno dei tre mesi, circa il 15% in più. Quindi la formula del modulo è un minimo, non un tetto: confrontala con il requisito del tuo consolato.
Ma le finanze ogni consolato continua a leggerle a modo suo. Una sede confronta il reddito con la dichiarazione fiscale e, mentre incassa la tassa, il funzionario controlla in diretta il conto del richiedente sul portale amministrativo del suo paese; altre scavano nell’origine degli accrediti con richieste di documenti aggiuntivi. Dove presenti la domanda lo decidono il tuo passaporto e il tuo titolo di soggiorno, quindi la parte finanziaria la prepari per un consolato preciso e noto in anticipo. Il suo meteo è sul tabellone dei consolati.
Se il dossier è già pronto, la parte finanziaria può andare con il resto al Preflight Check: un unico rapporto scritto con tutto quello che non torna. E se ancora non ti è chiaro quale sia il tuo consolato e da che giorno contare i tre mesi, scrivi a Mira: confronta la tua cittadinanza e la tua situazione di residenza e ti manda l’ordine di preparazione. Mettere insieme le prove in un dossier che si legge senza domande è già lavoro nostro.
