Aperto · 14 stati del Midwest, le domande da fuori distretto vengono respinteaggiornato il 3 settembre 2026

DTV · Stati Uniti

Il visto DTV tramite Chicago

Il consolato generale di Chicago serve 14 stati del Midwest ed è l’unico a promettere per iscritto di respingere le domande da fuori distretto. La regola del 31 agosto sul sito non c’è: la pagina non cambia da 13 mesi, il dossier lo prepariamo sul modulo e-Visa.

Tempi di decisione

fino a 15 giorni lavorativi, senza procedura accelerata

Tassa

la sede non la pubblica

Presentazione

Online (e-Visa)

Colloquio

Non menzionato

Giurisdizione

Arkansas, Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Michigan, Minnesota, Missouri, Nebraska, Dakota del Nord e del Sud, Oklahoma, Wisconsin

Chi può presentare domanda qui dal 31 agosto 2026

Il distretto di Chicago sono quattordici stati del Midwest: Arkansas, Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Kentucky, Michigan, Minnesota, Missouri, Nebraska, Dakota del Nord e Dakota del Sud, Oklahoma e Wisconsin. L’Ohio, che geograficamente è lì accanto, fa capo a New York.

Chicago è l’unica delle quattro sedi statunitensi a promettere per iscritto di respingere le domande da fuori distretto: «Applications from outside our jurisdiction will be rejected», e la presentazione fuori distretto è messa come voce a sé nell’elenco dei motivi di rifiuto. Controllare di quale sede sia il tuo stato qui conta più che altrove.

Il sito della sede e il modulo di domanda non coincidono

Una pagina DTV dedicata Chicago non ce l’ha, e la pagina dei visti non cambia dal 30 luglio 2025. Le parole «permanent residence» e «criminal record» lì non compaiono affatto: la regola del 31 agosto la sede non l’ha recepita in nessun modo. Questo non vuol dire che la regola non ci sia – vive nel modulo e-Visa, uno solo per tutti i consolati del mondo, e dal 31 agosto lì ci sono due documenti nuovi: la prova della residenza permanente e il certificato del casellario giudiziale.

Quello che Chicago ha scritto sui non cittadini statunitensi è scritto da tempo: copia della carta di residente permanente con la prova dell’occupazione, oppure copia di un visto statunitense in corso di validità con la lettera del datore di lavoro; al lavoratore autonomo la licenza o la registrazione dell’attività a nome del richiedente. Una descrizione a parte della «residenza permanente» sotto il nuovo campo del modulo la sede non ce l’ha.

Il certificato del casellario giudiziale

Chicago non lo cita, il modulo lo chiede. La risposta sicura è la stessa delle sedi statunitensi vicine: il certificato dell’FBI non più vecchio di tre mesi.

Come funziona: 18 $ a persona, impronte digitali obbligatorie con il modulo FD-1164, con la richiesta online la risposta entro 48 ore dalla consegna delle impronte elettroniche in un ufficio USPS, per posta fino a 15 giorni. Procedura accelerata non c’è, e gli intermediari accreditati dall’FBI lavorano solo con chi si trova negli Stati Uniti. L’apostille l’FBI non la mette; la legalizzazione del Dipartimento di Stato costa 20 $ a documento, per posta circa cinque settimane, con visita di persona sette giorni lavorativi. L’apostille per la Thailandia comunque non vale fino al 28 febbraio 2027. Se le sedi chiedano la legalizzazione del certificato stesso non l’ha scritto nessuna di loro; stando al testo delle pagine, un certificato in inglese rilasciato da un’autorità nazionale non va legalizzato.

Come si presenta la domanda

  • Tutto online, attraverso il portale e-Visa. L’importo della tassa Chicago non lo pubblica; a Washington e a New York è di 400 $.
  • Tempi: «up to 15 business days no expedite», di solito entro i 15 giorni. È una delle poche sedi statunitensi ad aver dato un numero.
  • Finanze secondo il modulo: estratti conto di tre mesi di una o più banche con saldo non inferiore a 500.000 THB – circa 15.158 $ al 3 settembre – oppure la lettera di sponsorizzazione come alternativa a pieno titolo.
  • A chi si trova già in Thailandia il consolato il visto non lo rilascia: è scritto a chiare lettere.
  • Familiari a carico: per la regola generale coniuge e figli fino a 20 anni; requisiti propri Chicago non ne ha pubblicati, e secondo il modulo il certificato e la residenza servono anche a loro.

Che altro è importante sapere

Di testimonianze di richiedenti su Chicago non ce n’è nemmeno una: in tutto il periodo di osservazione, zero citazioni nella nostra cronaca. Non è un buco nella nostra ricognizione, è una caratteristica del mercato: quattordici stati di cui la comunità non sa niente. Perciò qui non raccontiamo l’esperienza altrui, ci confrontiamo con la fonte originale e con il modulo.

Dal 15 settembre 2026 l’ingresso senza visto per i cittadini statunitensi si riduce da 60 a 30 giorni.

Che cosa seguiamo qui

Se dopo 13 mesi di silenzio Chicago pubblicherà una checklist DTV. Se nella pratica la sede chieda il certificato e la prova della residenza. E il primo caso vero: chiuderà tutte e due le domande in un colpo solo.

Un dossier che hai messo insieme da solo lo verifichiamo prima della presentazione – il Preflight Check: 300 $, protocollo scritto entro due giorni lavorativi. L’accompagnamento completo fino al visto sono le tariffe Solo Route e Family Route.

Lo stato di tutti i consolati è sul tabellone in tempo reale; quale consolato è assegnato al tuo paese, sulla mappa.

Materiale di riferimento pubblicato a scopo informativo: osservazioni del laboratorio e dati da fonti aperte alla data di pubblicazione. Le regole e la prassi dei consolati cambiano senza preavviso. Non è una consulenza legale, fiscale o di altro tipo – sul caso specifico il laboratorio lavora con i tuoi documenti e con i requisiti aggiornati del consolato.

Il laboratorio

Visti: è questo che risolviamo

Scrivici – rispondiamo in fretta e ti mandiamo la lista dei documenti e la procedura di presentazione per la tua situazione.

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