Chi può presentare domanda qui dal 31 agosto 2026
Varsavia è l’unico consolato thailandese per Polonia e Ucraina: l’ambasciata di Thailandia per l’Ucraina lavora da Varsavia, con sede in Polonia. Tutto il ciclo è a distanza.
Dal 31 agosto la domanda di DTV si presenta solo nel paese di cittadinanza o di residenza permanente, e nel dossier serve il certificato del casellario giudiziale. Entrambi i requisiti vivono nel modulo e-Visa; la pagina di Varsavia sul DTV è datata luglio 2024 e non descrive né l’uno né l’altro. Per questo il quadro è diverso per un cittadino e per uno straniero con permesso di soggiorno.
Il cittadino polacco presenta domanda con il dowód osobisty, fronte e retro, e resta in Polonia per tutta la durata dell’esame. Il polacco che vive in un altro paese tramite Varsavia non presenta domanda: «must first return to their respective countries before applying», sono parole della sede stessa. Bisogna presentare domanda dove si vive. Dalla Germania a Francoforte, Monaco di Baviera o Berlino con l’Aufenthaltstitel e la Meldebescheinigung, mentre a un cittadino dell’UE basta la sola Meldebescheinigung. Dal Regno Unito e dall’Irlanda a Londra, solo con l’ILR o con la residenza di lunga durata irlandese. Dall’Austria a Vienna con il permesso di soggiorno, dalla Francia a Parigi con la dichiarazione dei redditi, dai Paesi Bassi all’Aia, solo con la residenza permanente.
Il cittadino ucraino presenta domanda con il passaporto per l’estero o con la carta d’identità, dall’Ucraina o dalla Polonia. L’ambasciata si riserva il diritto di chiedere in supplemento la prova del soggiorno legale in Polonia: un visto valido, Schengen o nazionale polacco, il timbro d’ingresso o l’attestazione del numero PESEL, e sottolinea che il richiedente resta in Polonia o in Ucraina per tutta la durata dell’esame. Per chi vive in Ucraina c’è un’incongruenza che la sede non ha risolto: formalmente il paese di presentazione è la Polonia, mentre la residenza permanente è ucraina.
Lo straniero con karta pobytu polacca. Sulla pagina della sede c’è scritto «residenza di lunga durata o permanente». In polacco è la karta pobytu con la dicitura «pobyt stały» o «rezydent długoterminowy UE»: entrambi gli status sono a tempo indeterminato e alla lettera del sito passano. La karta czasowego pobytu, fino a tre anni, sotto «lunga durata» formalmente non rientra, e non abbiamo visto nemmeno una domanda presentata con quella tramite Varsavia. Il campo nuovo del modulo, «permanent residence», la pagina del 2024 non lo commenta, quindi per la carta temporanea la questione resta aperta. Prima della riforma capitavano approvazioni a chi, con permesso di soggiorno polacco, presentava domanda senza uscire dalla Thailandia; dal 31 agosto questa strada è chiusa.
Il sito della sede e il modulo di domanda non coincidono
La pagina DTV è datata 25 luglio 2024: c’è ancora il documento sulla posizione attuale, tolto dal modulo e-Visa il 31 agosto, e non c’è una parola sul certificato del casellario giudiziale. Il modulo, intanto, chiede sia il certificato sia la prova della residenza permanente. Una versione polacca della pagina non esiste affatto: nella sezione «Wizy nieimigracyjne» c’è scritto «Not available information», e il polacco legge in inglese. Chi segue il sito arriverà con un dossier incompleto. Noi il dossier lo prepariamo sul modulo.
Come si presenta la domanda
- Tutto online, sul portale e-Visa. I documenti spediti per posta l’ambasciata non li guarda: il controllo comincia solo dopo la presentazione nel sistema. Da un solo account si possono presentare fino a dieci domande.
- Tassa di 1.575 zloty con carta Visa o Mastercard, non rimborsabile. Sono circa 13.950 ฿ o 423 $ al cambio BCE del 3 settembre 2026, il 40% in più dei «10.000 ฿» che scrivono i blog polacchi. La tassa DTV più cara d’Europa dopo Berna.
- I tempi secondo il sito della sede: 10–15 giorni lavorativi, e le richieste urgenti la sede non le accetta. Nei casi ai polacchi la decisione arrivava in 12–20 giorni, agli ucraini da 9 giorni a un mese e oltre. Casi nuovi dopo il 1º settembre non ce ne sono.
- I documenti in lingua straniera si traducono in inglese o in thailandese. Gli estratti conto in polacco vogliono la traduzione giurata, tłumacz przysięgły, oppure un’attestazione della banca direttamente in inglese; nei casi la traduzione giurata è servita solo per i documenti bancari.
- Familiari a carico: coniuge e figli fino a 20 anni, e le finanze si coprono con la lettera di sponsorizzazione e l’estratto conto dello sponsor.
- Il colloquio la sede non lo menziona, e nel sistema di prenotazione dell’ambasciata un appuntamento per il colloquio non c’è.
- Finanze: non meno di 500.000 THB, circa 56.500 zloty al cambio BCE del 3 settembre; sui blog polacchi gira la cifra «50–60 mila». La sede scrive dell’estratto conto dell’ultimo mese, il modulo ne chiede tre. Noi prepariamo tre mesi.
«Sul sito ufficiale del consolato c’è scritto che per la workation l’attestazione del conto deve essere di 1 mese. Una cosa così non l’ho mai vista, ovunque il minimo è 3 mesi.» – chat di richiedenti, 15 aprile 2026.
La richiesta di documenti aggiuntivi tipica di Varsavia riguarda tutte le pagine del passaporto, comprese quelle vuote, in un unico PDF fino a 3 MB; la seconda più frequente è la prova della presenza fisica nel paese: il timbro d’ingresso, la carta d’imbarco dell’ultimo volo verso la Polonia, una dichiarazione scritta e firmata. È la norma della sede, mettila in conto nei tempi. L’unico rifiuto nelle nostre osservazioni è quello di un imprenditore ucraino, un FOP, con un dossier messo insieme da solo: la domanda è stata annullata senza spiegazioni.
Il certificato del casellario giudiziale
Sul sito della sede non è nemmeno citato, il modulo lo richiede. Quanto debba essere recente Varsavia non l’ha stabilito, noi ci atteniamo al termine generale: non più vecchio di tre mesi.
Il certificato polacco è lo zaświadczenie o niekaralności del Krajowy Rejestr Karny. Di persona al Biuro Informacyjne KRK o allo sportello KRK presso il tribunale lo rilasciano subito, per 30 zloty; tramite e-KRK costa 20 e arriva entro sette giorni. Può ottenerlo chiunque, straniero con karta pobytu compreso, ma per chi non è cittadino dell’UE conterrà solo i dati polacchi. Due trappole. Il certificato di e-KRK arriva come file XML, e la stampa non è un documento ufficiale: «Nie drukuj zaświadczenia, bo nie będzie ono urzędowym dokumentem». Per la legalizzazione serve quello cartaceo. Ed è rilasciato solo in polacco, la traduzione è a carico del richiedente; il modulo standard multilingue dell’UE lo danno solo ai cittadini polacchi e solo per i paesi dell’UE.
Se per il DTV serva la legalizzazione del certificato Varsavia non l’ha annunciato: fra le sedi che abbiamo verificato la chiede solo Praga. Se la sede la chiederà, la catena è questa: legalizzazione al ministero degli Esteri polacco, 26 zloty, di persona su appuntamento tramite e-Konsulat o per posta, poi il timbro dell’ambasciata di Thailandia, 80 zloty in due o tre giorni lavorativi. L’apostille per la Thailandia per ora non vale: per lei la convenzione entra in vigore solo il 28 febbraio 2027.
Il modulo ammette il certificato del paese di cittadinanza al posto di quello del paese di presentazione. Per un ucraino in Polonia è una scelta. Per un polacco all’estero è il contrario: in Germania è più semplice prendere il Führungszeugnis che portarsi dietro il KRK con la legalizzazione.
Che altro è importante sapere
La sezione Police Clearance Certificate sul sito dell’ambasciata riguarda il certificato della polizia thailandese per chi lascia la Thailandia, con il DTV non c’entra. Dal 15 settembre 2026 l’ingresso senza visto per i cittadini polacchi si riduce da 60 a 30 giorni.
Che cosa seguiamo qui
Dopo il 3 settembre alla sede non è cambiato nulla: la pagina è la stessa, del 25 luglio 2024, annunci nuovi non ce ne sono, e nemmeno domande nuove nelle chat dopo il 1º settembre. Varsavia ha più questioni aperte dei vicini: se chiederà davvero il certificato; se la «residenza di lunga durata» sopravvivrà alla regola del 31 agosto o se la sede passerà in silenzio alla residenza permanente, come Praga; se passa la karta czasowego pobytu e se il rezydent UE equivale alla residenza permanente; con che cosa compilare quel campo per un ucraino che vive in Ucraina; estratto conto di un mese o di tre. Qualsiasi precisazione della sede può cambiare bruscamente il canale. La sua pagina la controlliamo ogni settimana.
Ai cittadini di Polonia e Ucraina che presentano domanda da casa il diritto di farlo non è in discussione, e li seguiamo. A chi ha la karta pobytu temporanea diciamo onestamente che la situazione è incerta e proponiamo di partire dal Preflight Check, la verifica preliminare.
Un dossier che hai messo insieme da solo lo verifichiamo prima della presentazione – il Preflight Check: 300 $, protocollo scritto entro due giorni lavorativi. L’accompagnamento completo fino al visto sono le tariffe Solo Route e Family Route.
Lo stato di tutti i consolati è sul tabellone in tempo reale; quale consolato è assegnato al tuo paese, sulla mappa.
