Aperto · Francia, Monaco, Algeria; ultimo avis d’imposition e certificato non più vecchio di 3 mesiaggiornato il 4 settembre 2026

DTV · Francia

Il visto DTV tramite Parigi

L’ambasciata di Parigi ha riscritto la pagina DTV il 28 agosto 2026: prova della residenza permanente con l’ultima dichiarazione dei redditi e certificato del casellario giudiziale pulito, non più vecchio di tre mesi. Tassa di 350 €, circa quattro settimane, 15.000 € sul conto in ciascuno dei tre mesi, il richiedente si trova in Francia, a Monaco o in Algeria.

Tempi di decisione

≈ 4 settimane (secondo il sito della sede), dai casi seguiti: da 7 giorni a 6 settimane

Tassa

350 € online con carta

Presentazione

Online (e-Visa); la sede ammette la presentazione tramite agenzia accreditata

Colloquio

Su convocazione, in casi particolari; richieste di documenti aggiuntivi per e-mail e per telefono

Giurisdizione

Residenti di Francia, Monaco e Algeria, presenti nel paese per tutta la durata dell’esame

Chi può presentare domanda qui dal 31 agosto 2026

I residenti di Francia, Monaco e Algeria. Parigi è l’unica sede thailandese per tutti e tre i paesi: i consolati onorari di Marsiglia, Lione e Monaco i visti non li rilasciano più, e l’ambasciata lo scrive apertamente. La condizione della sede: trovarsi in Francia, a Monaco o in Algeria per tutta la durata dell’esame. «Il richiedente ha lasciato la Francia/Monaco/l’Algeria» è nell’elenco delle cause ordinarie di rifiuto sul sito dell’ambasciata, e il primo rifiuto noto con la nuova regola in questa circoscrizione è proprio questo: un algerino ha presentato la domanda come residente in Algeria mentre se ne stava in Malesia da turista.

Parigi ha introdotto la regola del 31 agosto con tre giorni di anticipo e in modo più severo di Bangkok. La pagina DTV è stata riscritta il 28 agosto 2026: al posto della bolletta della luce, del telefono o di internet, che ai cittadini dell’UE veniva accettata, ora c’è una sola riga – «prova della residenza permanente (ultima dichiarazione dei redditi)». La riga a parte sul titre de séjour non c’è più, e dal testo non si capisce che cosa la sede accetterà da uno straniero con permesso di soggiorno.

Le due pagine dell’ambasciata non coincidono

Le regole generali dell’ambasciata continuano a citare carte d’identité, titre de séjour e justificatif de domicile. La pagina DTV, solo la dichiarazione dei redditi. La sede ha corretto le regole generali il 1º settembre, ci ha aggiunto l’ingresso senza visto dal 15 settembre, ma la contraddizione non l’ha tolta. Noi il dossier lo prepariamo in base alla pagina DTV. Che cosa debba fare un cittadino francese che non ha ancora un avis d’imposition recente, per esempio dopo il rientro dall’estero, è una domanda per l’ambasciata; al 4 settembre la risposta non ce l’ha nessuno.

Come si presenta la domanda

  • Tutto online sul portale e-Visa. Il colloquio «in casi particolari», quando l’ambasciata lo ritiene necessario; se la prova della residenza le sembrerà insufficiente, la sede può convocare il richiedente di persona. Le richieste di documenti aggiuntivi arrivano per e-mail, nei nostri casi è capitato anche per telefono.
  • Tassa di 350 €, non rimborsabile. La domanda si presenta due o tre mesi prima della partenza, non prima di tre.
  • I tempi secondo il sito della sede: circa quattro settimane, di più con un dossier incompleto. Nei casi del 2025–2026 da 7 giorni a 6 settimane, più spesso circa tre settimane. Domande concluse dopo il 28 agosto non ne abbiamo ancora viste.
  • Le finanze alla parigina: non meno di 15.000 € sul conto in ciascuno degli ultimi tre mesi. Al cambio BCE del 3 settembre 2026 sono circa 575.000 ฿, il 15% sopra la soglia generale di 500.000 THB. La lettera di sponsorizzazione vale solo per i minorenni e per gli accompagnatori. Un solo conto del richiedente principale bastava per una famiglia di tre persone.
  • Lavoro dipendente: contratto o attestazione dell’azienda in Francia, visura del registro delle imprese e l’ultima fiche de paie in un unico file. Auto-entrepreneur: lettera in francese e in inglese, avis de situation Sirene dell’INSEE, link al sito o al profilo sulla piattaforma, una fattura recente a un cliente con la prova del pagamento. Soft power: invito, copia del documento di chi firma, licenza dell’organizzazione, prova del pagamento.
  • Familiari a carico: coniuge e figli fino a 20 anni, certificato di matrimonio o di nascita oppure livret de famille. Al figlio che va in una scuola internazionale la sede assegna il visto ED, non il DTV.
  • Il nome nel modulo di domanda esattamente come sul passaporto, secondo nome e cognome da nubile compresi. L’ambasciata dopo la presentazione i dati non li corregge; una richiedente a cui «il cognome da nubile ha creato un problema» ha pagato 350 € una seconda volta.

La richiesta di documenti aggiuntivi tipica di Parigi riguarda la foto, nei casi che abbiamo seguito di solito per uno scatto da cabina automatica; la seconda più frequente riguarda i documenti dell’azienda.

Un solo conto con 15.000 € rimasti fermi per tre mesi è bastato per noi tre. – forum ask.in.th, ottobre 2025, traduzione dall’inglese

Il certificato del casellario giudiziale

Parigi chiede un certificato pulito non più vecchio di tre mesi per tutte le finalità, coniugi e figli compresi: nel testo non c’è nessuna eccezione legata all’età. In Francia è il bulletin n° 3, lo rilascia il Casier judiciaire national. Gratuito e per chiunque, indipendentemente dalla cittadinanza; con FranceConnect arriva in PDF in pochi minuti, senza FranceConnect a chi è nato fuori dalla Francia in due giorni lavorativi, dopo la verifica manuale del documento d’identità.

Viene rilasciato solo in francese. Traduzione e legalizzazione per il DTV la sede non le menziona: nei requisiti c’è solo «pulito, non più vecchio di tre mesi». La «traduzione automatica in inglese» di cui si scrive sui forum è il modulo standard multilingue dell’UE, un glossario per i paesi dell’Unione, non un certificato in inglese. Se l’ambasciata chiede una traduzione, la fa un traduttore giurato.

L’apostille per la Thailandia per ora non vale: per lei la convenzione entra in vigore solo il 28 febbraio 2027. Dal 1º settembre 2025 la legalizzazione dei documenti francesi è passata al notariato, e l’ambasciata di Thailandia a Parigi accetta i documenti francesi solo per questa via – ma per il DTV la legalizzazione del certificato non la chiede.

Chi risiede a Monaco ottiene il bulletin n° 3 dal Parquet Général: 5 € sul posto, cinque giorni, richiesta di persona, per posta o via e-mail, il rilascio online non c’è. Per l’Algeria il sito del Ministero della Giustizia il giorno del controllo non si apriva: costo, tempi e lingua del certificato algerino non li confermiamo.

Che altro è importante sapere

Il sito dell’ambasciata è solo in francese, una versione inglese della sezione visti non c’è. Si può presentare domanda anche tramite un’agenzia accreditata dall’ambasciata e con sede in Francia, a Monaco o in Algeria: secondo la sede sono una ventina, ma sul sito l’elenco non c’è. Le stesse due righe nuove – dichiarazione dei redditi e certificato – Parigi le ha messe anche nel visto per pensionati O-A, benché nelle regole generali di Bangkok per quel visto non ci siano. La pagina dell’ambasciata sull’«estratto del casellario per thailandesi e stranieri» riguarda il certificato della polizia thailandese per chi ha vissuto in Thailandia, con il DTV non c’entra. Dal 15 settembre 2026 l’ingresso senza visto per i cittadini francesi si riduce a 30 giorni.

Che cosa seguiamo qui

Le prime decisioni con le nuove regole: che cosa Parigi accetterà al posto della dichiarazione dei redditi, se serve la traduzione del certificato, se lo chiederà anche a un bambino. Per i residenti in Algeria, la lingua dei documenti e quale certificato verrà considerato valido. Su Monaco non abbiamo nemmeno un caso, e nell’anagrafica dell’e-Visa il principato ha il flag «presentazione online non disponibile»; lo stesso flag ce l’ha l’Algeria, eppure gli algerini il visto tramite Parigi lo ottengono, quindi alla lettera questo flag non lo leggiamo. La pagina della sede la controlliamo ogni settimana.

Un dossier che hai messo insieme da solo lo verifichiamo prima della presentazione – il Preflight Check: 300 $, protocollo scritto entro due giorni lavorativi. L’accompagnamento completo fino al visto sono le tariffe Solo Route e Family Route.

Lo stato di tutti i consolati è sul tabellone in tempo reale; quale consolato è assegnato al tuo paese, sulla mappa.

Materiale di riferimento pubblicato a scopo informativo: osservazioni del laboratorio e dati da fonti aperte alla data di pubblicazione. Le regole e la prassi dei consolati cambiano senza preavviso. Non è una consulenza legale, fiscale o di altro tipo – sul caso specifico il laboratorio lavora con i tuoi documenti e con i requisiti aggiornati del consolato.

Il laboratorio

Visti: è questo che risolviamo

Scrivici – rispondiamo in fretta e ti mandiamo la lista dei documenti e la procedura di presentazione per la tua situazione.

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